Su Saviano, la camorra, il Male

Ottobre 16, 2008 at 8:56 pm (disillusioni, riflessioni)

Gomorra è una metafora esistenziale, ci parla dell’essere umano, di come la parte cattiva prenda il sopravvento, di come a vincere sia sempre il Male. Il Bene è debole, in mano a pochi, che sono quelli che sanno usare o comprendere la Parola (nel senso laico, materiale). Ma pochissime persone sanno ascoltare, sanno leggere.

La camorra è l’ipostatizzazione di questo male, una delle sue incarnazioni; per questo è immortale, fa parte dell’anima profonda dell’essere umano.
È il potere, l’ambizione a ottenerlo, anche per un periodo breve, anche con la consapevolezza che non solo lo si perderà subito, ma che porterà inevitabilmente alla morte, per mano di altre branche di quello stesso male.
La Parola è il pensiero razionale, il tentativo di evolversi al di sopra degli istinti (animaleschi) che contraddistinguono e dirigono il Male, di sovvertire la legge del più forte con un pensiero diverso, impostato su altre logiche, su differenti meccanismi.
Per questo è faticosa, troppo impegnativa per quasi tutti.

Ho l’impressione che Saviano sapesse queste cose, le volesse coscientemente comunicare. Nel suo romanzo vi sono precise spie linguistiche e contenutistiche.
(Garrone, più disincantato, ha scelto un altro registro.)
La sua età, il suo carattere, la sua formazione lo portavano a sperare, ad avere ancora illusioni.

Il Male ha vinto di nuovo.

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