Etnica e popolare

novembre 27, 2007 at 2:34 pm (concerti, dove vado, Musica, Persone conosciute)

Sicché l’altro pomeriggio/sera c’è stata questa festa e poi il concerto.
Ottimi.

Piccoli negozi aperti e movimento.

La bottega del liutaio Fabio era tra i posti più frequentati, e a ragione.
Perché vi veniva illustrata la tecnica di costruzione del violino, nonché lui
stesso, in veste di etnomusicologo suonatore, proponeva assaggi di
suoni dei più vari strumenti, accompagnati da breve storia.

In qualche minuto si poteva viaggiare, in quell’immersione magica, tipica
della musica, dall’Asia Minore alla Calabria, dalla Grecia antica all’Alto
Medioevo alla metà del Novecento.

Poi là di fronte, al Fram Cafè, in ambiente raccolto e caldo, una
ensemble di musicisti e musicanti ha più o meno improvvisato un’ora
buona di pezzi.
Ha introdotto brevemente Fabio con il fascinoso flauto e tamburo, quindi
si è partiti dal klezmer per arrivare alla popolare siciliana e calabrese.

Un ottimo violino; Fabio che ha alternato due oud per passare alla lira
calabrese (strumento a corda che si suona con archetto); due
fisarmoniche, per il klezmer: una a tasti e una a pianoforte.

Poi tamburelli, del cui percotimento Fabio ha dimostrato tutta
l’insospettabile complessità, ricavando suoni con movimenti virtuosisti e
rapidissimi delle dita.

E la darbukka del maghreb, in mano all’amico suonatore calabro,
all’inizio un po’ in disparte, ma poi protagonista con una canzone della
sua terra e con la chitarra battente.

Troppo poco, è durato; soprattutto, troppo breve la parte etnica e
popolare dell’Italia Meridionale rispetto al klezmer.
Si spera verrà replicato presto, arricchito da un programma più articolato.
Ve ne darò notizia.

3 commenti

  1. lamicoterronedeldottorcarlo said,

    Ammazza Dottorcà, ci hai la stoffa del giornalista ci hai! Bellissimo reportage!

    Sperando di non apparire presuntuoso, vorrei fare un’osservazione “da dentro”, dal cantuccio in cui suonavo la darabukka: il pubblico era meraviglioso, vivace ma attentissimo, caldo, partecipe, pronto a entusiasmarsi per l’incalzare del ritmo ma anche per i passi più lirici e intensi. Credetemi, noi musicanti siamo stati felici, tanto.

  2. dottorcarlo said,

    Ma quale presunzione!
    Bella, piuttosto, la tua notazione (e cinematograficamente abbiamo fatto un campo-controcampo).

    Sono poi contento che ti sia piaciuto il mio resoconto, avevo timore di scadere troppo nel superficiale.

    Ottimo!

  3. Panzallaria said,

    non hai però citato il tappetino musicale che ti sei portato dietro per un po’: quello anguillante su passeggino…
    per fortuna ci sono i tuoi post, così mi sembra di esserci stata anche a me.
    e senza tappetino musicale😉

    il liutaio veramente magico…
    panz

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