Paranoid Park

dicembre 14, 2007 at 2:57 pm (Cinema, recensioni)

Come una poesia per un lettore poco avvezzo, o come una qualsiasi opera impegnativa, il film di Gus Van Sant ha bisogno di sedimentare e decantare.
Come per tutti questi, tuttavia, la prima impressione rimane, sebbene possa andare a inserirsi in un discorso più vasto, modificando in vario grado la sua portata originaria.

La storia è semplice. Nel contesto di una città americana piuttosto provinciale, un sedicenne ciondola un po’ alieno e molto
adolescente tra liceo, genitori separati, una ragazza cheerleader di plastica, un amico skateboarder con cui prende a frequentare la pista “border-line” Paranoid Park, un’amica di sensualità non canonica un po’ dolce un po’ saggia.

L’esile trama, per il suo andamento antinarrativo, non nasconde pertanto l’interesse di Van Sant per lo sperimentalismo linguistico, su cui si concentra mediante i movimenti dei corpi nello spazio, le loro presenze assenti, le fluide immobilità orientali, i silenzi, la scelta di punti di inquadratura inusuali e a volte estremi, l’utilizzo di varie tecniche (e di vari supporti) per le riprese.
Ma in special modo, Van Sant lavora con un elemento spesso sottovalutato nella produzione filmica, il sonoro. Attraverso il sonoro (al di là di una colonna strepitosa, che va da Beethoven a Elliot Smith passando per Nino Rota), egli sembra volere usufruire degli effetti generati dal senso dell’udito, con il suo essere olistico, avvolgente, totalizzante.

In Last Days la scena più bella, che da sola vale anche l’intero film, è quella del lungo lento carrello all’indietro all’esterno della casa del protagonista. Lo vediamo passare ogni tanto, da fuori della finestra della sala prove, di sfuggita, per andare a provare i diversi strumenti, i quali continuano a suonare “da soli” quando lui ne lascia uno per prenderne un altro. Questo artificio crea effetti di senso su un piano diverso da quello razionale, genera sensazioni non verbalizzabili.

In Paranoid Park questa ricerca compie un passo ulteriore. Si odono spesso suoni, rumori, perfino voci bisbigliate, che non fanno parte della scena che si sta mostrando; non solo possono essere dislocati nello spazio, ma anche nel tempo, provenendo da altre scene, a volte addirittura soltanto immaginate. Questo crea rimandi tra le varie parti, le unisce nella maniera che si diceva olistica e totalizzante, dal momento che come in una poesia, appunto, si ricercano sensi su un altro piano rispetto a quello puramente verbale o visivo.
E insieme costituisce il corrispettivo sonoro delle trovate linguistiche accennate sopra, oltre che dei continui scivolamenti temporali dello scritto, scivolamenti piccoli e grandi sempre però tutti all’interno di una struttura chiusa, che ritorna su se stessa come una sfera.

Tuttavia, Van Sant sembra lasciarsi prendere un po’ la mano, la patina e gli artifici sanno a volte di maniera, si eccede negli estetismi. Forse sarà per l’inabitudine a questo tipo di linguaggio, forse l’opera ha ancora un equilibrio strutturale così delicato che determinati elementi assumono un peso relativo maggiore rispetto ad altri. Fatto sta che il film non pare pienamente riuscito.

Ma la strada intrapresa è di sicuro ed estremo interesse per l’eventuale fondazione di quello che potrebbe costituire un nuovo linguaggio filmico.
Si ha motivo di sperare che prima o poi si potrà gridare al capolavoro. Per cui: ottimo, Gus, continua così.

Annunci

2 commenti

  1. sonia said,

    OT Carlo mi dai la tua mail che ti devo aggiornare?
    Grazie
    sonia

  2. calaminta said,

    Del resto è facile subire il fascino di qualcosa che si ha il piacere di far decantare 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: