Le vie dei farmaci

dicembre 24, 2007 at 9:48 am (Cinema, merdate, recensioni)

15 milioni di morti all’anno, 40 mila morti al giorno, per malattie stupide che si potrebbero curare in un attimo.

Un vero e proprio “genocidio selettivo”, lo chiama il signor Hamied, presidente della casa farmaceutica indiana specializzata nella produzione dei cosiddetti generici, medicinali a basso costo che contengono i medesimi principi attivi di quelli carissimi. Ma che per subdoli motivi non sempre si possono vendere.

Perché curare i poveri non conviene alle multinazionali farmaceutiche, un autentico cartello che da solo ha profitti superiori della somma di quelli delle 490 multinazionali che lo seguono nella classifica dei più ricchi.
Si parla dei fantastiliardi di Paperone.

Una vera, autentica, gigantesca merda. Se si pensa poi che il diritto alla salute è tra quelli riconosciuti come internazionali e naturali dell’uomo. (In Mozambico la durata media della vita arriva solamente a 36 anni.)
Raramente la distanza tra aspirazioni e fatti concreti (di una concretezza di fango indurito) è stata tanto più grande ed evidente, coperta da coltri di nebbia composte di ignoranza e ipocrisia.

Ma questa è anche (in parte) una mia lettura, posteriore, valutativa e condita di elementi personali.
I registi, piuttosto, scelgono un tono poco scandalistico o provocatore, basato più che altro sulla inappellabilità di cifre e numeri.
Sebbene le storie, le interviste e le testimonianze che si alternano a questi dati parlino da sole, con una forza propria che forse abbisogna di poco altro.

Tuttavia, in effetti manca un po’ di chiarezza, alcuni passaggi, pure a causa del montaggio, riescono oscuri, anche perché si trattano argomenti che riguardano da vicino, oltre che la politica, soprattutto l’economia (la finanza) e la giurisprudenza.
E determinati concetti non sono immediati per chiunque.

Ed è un peccato, perché questo difetto di resa va a danneggiare anche il coinvolgimento dello spettatore, fa diminuire la presa del film.
Nonostante si sia tentato di organizzare artisticamente il girato, provando a disporlo secondo un attento linguaggio filmico che per l’uso di materiale d’archivio (Istituto Luce), di spezzoni del primo Frankenstein, di parti animate, di immagini di repertorio televisivo, può ricordare lo stile dei documentari di Davide Ferrario, piuttosto che di Godfrey Reggio (Koyaanisqatsi) o di Michael Moore (che sono stati citati in sala nella discussione seguita alla proiezione).

In ogni caso, lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche, che badano esclusivamente ai profitti piuttosto che alla salute, è un problema che riguarda anche gli Occidentali, se si pensa che la loro influenza sul Sistema è arrivata a modificare perfino il concetto di malattia, creando il “disturbo dell’attenzione” (Add) e quello “dell’iperattività” (Adhd). Che ovviamente si devono curare con medicinali piuttosto invasivi, somministrati anche ai bambini.
E se si pensa che i farmaci più venduti sono gli antidepressivi, piuttosto che i salvavita.

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2 commenti

  1. saretta said,

    è la prima volta che condivido pienamente una recensione con te.
    ma com’è?!

    comunque i farmaci usati per la terapia del adhd sono anfetamine se non sbaglio…

  2. saretta said,

    mi dimenticavo…credo che da alcuni mesi siano in commercio anche in italia questi farmaci ma certamente con qualche specifica nota (cioè restrizione all’uso in particolari categorie di pazienti).

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