Irina Palm

dicembre 26, 2007 at 12:41 pm (Cinema, recensioni)

Una nonnina very British accetta un impiego da masturbatrice per raccogliere i soldi che serviranno a salvare la vita al nipotino, che deve arrivare in Australia per sottoporsi all’operazione.

Ero partito scettico, che a me queste storie sottoforma di commedia non è che garbino più di tanto, ma mi sono ricreduto e ho cambiato atteggiamento man mano che la pellicola scorreva e che scoprivo la sua scelta tonale.

Perché è proprio il tono, la marca qualitativa del film.
Garbato, leggero e un po’ mèlo.
E che può essere fantasticamente simboleggiato dal contrappunto tra il lieve sorriso che permane nello spettatore, l’atteggiamento dimesso della protagonista e i riff di chitarra decisi e malinconici del gruppo belga indie-(pop/)rock Ghinzu.

Inoltre, viene rafforzato dalle interpretazioni dei due ottimi protagonisti.
Marianne Faithfull è pressoché perfetta, nella mimesi di questa atmosfera, con una recitazione composta e volutamente sotto le righe, ma allo stesso tempo decisa e convinta.
A Miki Manojlovic, poi, il carattere sembra trasparire dagli occhi e dal viso segnato, e dai sottili ma percettibili movimenti delle labbra.

Tre scene, principalmente, testimoniano della riuscita e dell’intelligenza del film.
Evitando spoiler:
Il primo complimento che Marianne fa a Miki.
La resa della situazione “proppiana” della rivincita del protagonista vessato nei confronti di una situazione cha dall’inizio gli dà noia (in questo caso, i due che trombano in auto sotto casa di Marianne con lo stereo a palla).
La conclusione della storia tra Marianne e la sua ex collega, con dialogo dove ognuna presenta il suo punto di vista ma la cui valutazione viene lasciata, senza forzature, allo spettatore.

Si perdonano al regista Garbarski alcuni difetti, come soprattutto lo sbrocco del figlio di Marianne, tanto eccessivo da rasentare il gratuito.

Si plaude, in sostanza, a questa commedia atipica e sorprendente.

4 commenti

  1. Sara said,

    sono d’accordo: lo sbrocco è davvero eccessivo. troppo drammatico, direi fastidioso nel complesso del film.

    il punto centrale non è il drammatico inizio, non sono le motivazioni che spingono maggie a questo lavoro strambo per una nonna e alquanto noioso… di questo infatti non sapremo granchè nemmeno alla fine.

    del resto… proprio la leggerezza e l’ironia di questo film mi hanno convinta.

    ottima la recitazione. e davvero dolce la scena che per prima tu riporti.

  2. calaminta said,

    … il fine giustifica i mezzi?
    Ah, le nonne, cosa non farebbero per i loro amati nipotini, fortuna che esistono le nonne eh!

    Buon 2008 Dottor C. :*

  3. la francese said,

    ciao! anche a me è piaciuto il film, con questo suo garbo leggero, questa “misura” contenuta, nei tempi, le espressioni… una favola contemporanea.
    speravo tu ci elargissi più info su gli interpreti, la Marianne Faithfull e il regista, io nella mia ignoranza non ne avevo mai sentito parlare…

  4. controreazioni said,

    anche noi abbiamo commentato questo film, ci trovi su http://controreazioni.wordpress.com/

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