Cineblogger: resoconto

gennaio 19, 2008 at 2:26 pm (Cinema, considerazioni, dove vado, incontri)

Questo resoconto non vuole essere esaustivo; riporterò le parti che mi sono sembrate più interessanti, insieme ad alcune mie considerazioni.

L’incontro si è svolto in una sala piuttosto accogliente e in un clima rilassato.
Alcuni cineblogger erano nelle prime due file, altre (sì, soprattutto ragazze) dietro, curiosi e interessati vari riempivano le ultime 3-4 file, parecchia gente in piedi nelle retrovie, specie vicino alla porta.

Il Conte Nebbia è stato un ottimo coordinatore, riuscendo a tirare fuori praticamente tutte le questioni legate a questa realtà e facendone discutere diffusamente ciascun invitato.

Ha cominciato con l’illustrare questa “novità entusiasmante” del panorama critico, costituita da una critica divulgativa che riesce a fondere libertà espressiva, competenza e passione.

La parola a questo punto non poteva che passare a Ohdaesu, che ha una idea differente rispetto agli altri a tale riguardo. Pensa infatti che il cineblog non sia e non voglia essere uno strumento di critica; lui lo considera una versione scritta dei commenti che farebbe fuori dal cinema, e se poi ha un effetto di convincimento verso altri, è malgrado il suo intento.

Il Conte, a questo punto, ha ribattuto che se si sono visti alcuni film in sala, che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile fossero distribuiti (come Oldboy, di Park Chan-wook), è stato anche grazie al tam-tam della rete tra cinefili e cineblogger.
Ma Ohdaesu ha osservato (secondo me qua giustamente) che più che altro sono stati la sponsorizzazione di Quentin Tarantino e i premi vinti, a sdoganare questo regista.

Manu riflette sul fatto che dal momento che si esprime un giudizio ed esiste un pubblico, automaticamente si diventa critici anche proprio malgrado.
Il blog per Manu è interessante perché c’è una interrelazione, ma si chiede quanta credibilità abbiano.

Secondo Sara the Hutt la seriosità della critica cinebloggense è determinata da chi legge; Sara sottolinea insomma il ruolo del lettore, le sue scelte.

A questo punto, Kekkoz nota che la particolarità dei blog si trova nella questione del feed-back: il blog porta a fare i conti con quanto si è appena scritto, visto che subito arrivano i commenti, e ciò a propria volta determina una grande onestà intellettuale da parte di chi posta.
Inoltre, anche secondo Kekkoz un blog viene reso prezioso dal punto di vista culturale dall’interrelazione con altri blog, dalla creazione di un dialogo.
Infine, nota che secondo lui se prima i blog erano maggiormente come li intende Ohdaesu, nell’ultimo periodo si sta assistendo a una sorta di avvicinamento alla critica “istituzionale”, sebbene questa cosa sia ancora in fieri.

Roy Menarini avanza considerazioni per me molto azzeccate. Dice che occorre distinguere tra cinefilia e critica, in quanto la discussione tra cinefili non porta necessariamente alla critica; e fa a questo punto un paragone assai interessante con quanto accaduto in Francia negli anni 50, quando non tutti i cinefili andarono poi a scrivere sui “Cahiers du Cinema”. L’amore, in sostanza, non porta automaticamente a della buona critica.
Quindi Roy ricorda con la giusta dose di ironia l’assurda reazione isterica di alcuni critici nei confronti della realtà delle riviste on-line e dei blog, che essi avrebbero voluto dotare di bollino di attendibilità…
Ci sono alcuni blog che partono proprio come critici, come Secondavisione, altri meno.

(A mio avviso, in queste circostanze basta conoscere l’atteggiamento di chi scrive; una volta che so con quale modalità scrive Ohdaesu, lo leggerò in una determinata maniera, e così per Manu, per esempio. Ciò ovviamente non toglie che Ohdaesu su alcune questioni non possa avere una opinione per me più condivisibile – come è successo qualche giorno fa a proposito di La promessa dell’assassino –. Allo stesso modo, pure se mi sento personalmente più vicino alla maniera di fare critica e di impostare il blog di Secondavisione, non significa che non accetti e che non gradisca anche quella di Ohdaesu.)

Roy Menarini ha comunque continuato illustrando il blog come una forma più personale di fare critica da parte dei critici “classici”, che trovano insufficiente il cartaceo o i canali tradizionali e che cercano un rapporto più diretto con i lettori. Lui aprì il suo blog per questi motivi; e spero e lo invito, se legge, a riaprirne uno (dal momento che il vecchio lo ha chiuso).

Quindi Roy osserva, e qui lo quoto in pieno, come la maggior parte dei critici classici non riesca ad aprirsi alle nuove cinematografie e ai nuovi linguaggi, arrivando talvolta a stroncare film validi solo per la sua ignoranza. Porta l’esempio macroscopico di Irene Bignardi, della sua critica uterina e personalissima basata su impressioni, che invece di scrivere per “Repubblica” avrebbe dovuto, lei sì, tenere un blog, dal momento che la sua era cinefilia più che critica istituzionale.
Vi sono dunque contaminazioni fra i due mezzi, ma mentre è del tutto lecito che un cineblogger faccia critica, risulta meno giustificabile che un giornalista scriva in quella maniera impressionistica e tutta personale.

Dopo questo primo giro, si è parlato della componente ludica del blog, e si è ricordata la candidatura del Conte alla direzione della Mostra del Cinema di Venezia, cui fece seguito quella di Ohdaesu alla Festa del Cinema di Roma. Si creò per gioco tutta una organizzazione, con intenti anche di provocazione verso la politica delle due rassegne; inoltre, si era istituita una sorta di parallelismo che vedeva da una parte il Conte (“snob”) dirigere un Festival considerato “snob” come quello di Venezia (il cui direttore Muller ha appunto una simile nomea), e dall’altra parte Ohdaesu (“popolare”) dirigere la Festa ritenuta “popolare” di Roma (il cui ideatore Veltroni ha appunto certa fama di populista).

Kekkoz è quindi passato a parlare del secondo suo blog, Friday Prejudice, il cui intento consiste anche nel varare un tipo di scrittura più immediato e agile, più in un certo senso anarchico. Questo blog, inoltre, con il tempo è diventato pure una satira verso le politiche distributive (satira le cui tematiche condivido appieno).
Sara the Hutt protesta il fatto che in un mondo editoriale sano un’idea del genere avrebbe trovato spazio in una rivista “ufficiale”.
Ma Kekkoz puntualizza che non vorrebbe essere pagato per scrivere, e che se lo fosse non scriverebbe le stesse cose.

(Non ho avuto il tempo, alla fine, di porre la mia domanda, che avrebbe riguardato da vicino questo punto. Che poi più che una domanda sarebbe stata una osservazione e se si vuole un augurio. Non si capisce, infatti, come accennavo anche nel post mio qua sotto, per quale motivo delle persone tanto competenti e preparate non possano e anzi non debbano venire retribuite, per scrivere una critica che spesso è mille volte migliore di quella di tanti quotidiani e anche di molte riviste. Spero, inoltre, che la realtà dei cineblogger cresca e arrivi a incidere maggiormente sia sulle scelte distributive, sia, soprattutto, principalmente perché è una questione che sta a monte dell’altra, sul rapporto del pubblico con il cinema, facendo opera di sensibilizzazione al gusto e acculturazione.)

Il discorso si sposta allora sulla maniera di fare critica.
Manu ipotizza che la maggiore criticità e la minore cinefilia del blog di Secondavisione potrebbero essere in parte state date dal fatto che questo è un blog collettivo, dove scrivono sei persone diverse: non essendo un blog personale, diventa dunque anche meno “personalista”, e ogni tanto vengono fuori anche delle riflessioni più generali (i “pipponi”) su varie cose che possano riguardare il mondo del cinema.

Roy nota con soddisfazione come questi pipponi possano saltare fuori anche inaspettatamente, producendosi magari tramite le decine di letture e interpretazioni che si formano su di un particolare fenomeno.
Kekkoz aggiunge che la critica serissima viene spesso fuori da sé, ma è scritta con un linguaggio più semplice e immediato.
Roy chiosa che la critica in Italia appare molto più ingessata rispetto agli altri Paesi, specie anglosassoni (?), dove è molto più friendly.

L’incontro si conclude con qualche osservazione circa l’autorevolezza di un cineblog: come fare per riconoscerla?
(Qua vado a memoria perché avevo smesso di prendere appunti.) C’è stato chi (mi sembra Sara) ha evidenziato, di nuovo, il ruolo del lettore e le sue conoscenze personali (o forse è stata una mia proiezione, dal momento che secondo me un minimo sono importanti); c’è stato chi (qua sono sicuro che si è trattato del Conte) ha valutato importante il modo di scrivere, l’attenzione nella scrittura.
(Secondo me conta anche una certa assiduità di frequentazione, con relativi paragoni e confronti con i propri gusti personali, sia estetici sia critici.)

(Me ne sono quindi sgattaiolato fuori per altri impegni che avevo, e perché sono timido…)
(Presto comunque su You-Tube dovrebbe essere caricato il filmato dell’incontro, con in più delle interviste ai vari partecipanti.)

20 commenti

  1. il musicante della brettìa said,

    Notoriamente non ne capisco nulla di cinema, ma rimango colpito dalla puntualità e scrupolosità del resoconto, Dott. Vi si legge tutta la tua passione e dedizione. Comunque è molto interessante la questione sul confine tra cinefilia e critica; astraendo un po’, sarebbe un ottimo argomento di discussione… 🙂

  2. saretta said,

    che resoconto puntuale! grazie dottore!

    perchè rifiutare a priori di essere retribuito? non capisco bene le motivazioni.
    non sono stata abbastanza attenta?

  3. Violetta said,

    Avremmo forse dovuto avvisare prima i partecipanti che David Bordwell ha un blog, dove scrive molto diffusamente e molto spesso: chissà che genere di considerazioni ne sarebbero uscite.

    (Fil-ma-to ! Fil-ma-toooooo ! )

  4. daniela_elle said,

    resconto impeccabile che mi dà molta soddisfazione

    video subito! 😉

  5. kekkoz said,

    il tuo resoconto è di una completezza invidiabile. Ti ringrazio, ché io già non mi ricordavo più niente.

    Comunque, x saretta, non è che io rifiuti a priori, giammai, anzi. Se mi vuoi pagare, sono qui. ^^ Quello che ho detto è che non ho mai scritto in vista di una futura retribuzione o del fortuito mecenatismo di cui mi legge.

    Baci a tutti, è stato bello, almeno bellino. Carlo, ti devo una birra.

  6. Damiani said,

    Grazie mille per lo splendido resoconto della tavola rotonda dei cinebloggers, per chi non è potuto andare è un buon modo di conoscee le dinamiche della discussione!

  7. Conte Nebbia said,

    Non vi poteva essere resoconto più esaustivo. Grazie per l’attenzione (e la pazienza…) con cui ci hai seguito.

  8. sarathehutt said,

    Mamma mia!
    Sono davvero colpita. Anch’io, come Kekkoz, sarà per l’emozione o per la confusione della mie idee, non mi ricordavo più niente.
    Grazie di esistere e soprattutto per l’attenzione e l’interesse.
    Ciao e, spero, a presto

    P.S.: io ho detto che l’autorevolezza non dipende dalla visibilità e che ogni lettore riconosce come autorevole il blogger che frequenta di più (o almeno ho cercato di dire questo), mentre per Ohdaesu l’autorevolezza dipende dal fatto che un blogger sia assiduo e scriva da tempo

  9. dottorcarlo said,

    Be’.. prego a tutti ..
    E grazie piuttosto a voi per questi tanti complimenti.

    In realtà ho tralasciato la questione dell’uso di linguaggi differenti a seconda del mezzo che si adopera, ho tagliato un po’ corto sulla tristezza di tanta critica “tradizionale” nostrana, non ho parlato della connection..

    Ma insomma sono contento che abbiate gradito; la “pazienza” di cui dice il Conte è solo passione e interesse..

  10. ale said,

    Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
    Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
    Se ti và uno scambio link col blog giornale contattami pure.
    ti ringrazio anticipatamente e a presto
    http://www.giornale.fm

  11. Noodles said,

    Resoconto eccellente e doveroso, per chi come me non c’era. Grazie. E complimenti a tutti gli stimatissimi relatori!
    video video video!

  12. drDoGood said,

    complimenti ottimo resoconto e assai puntuale

  13. Marco Michele said,

    Ottima iniziativa, complimenti, un incontro che sarà stato certamente piacevole e divertente.

    Quanto alla tua domanda sulla possibilità da parte della blogosfera di incidere sulle scelte distributive, sulla sensibilizzazione e sul dialogo con le case di distribuzione ad oggi non ci sono grandi possibilità in Italia, soprattutto per diffidenza e mancanza di comunicazione ma non solo, anche il mercato è meno aperto e concorrenziale che altrove.

    Una via “ufficiosa” aggiunge passione, crea hype e dialogo, raggiunge i lettori in maniera molto più efficace e diretta, ma può generare diffidenza da parte degli addetti ai lavori, talvolta si tratta di diffidenza certamente giustificata ma qui mi riferisco più a news taroccate e/o attacchi gratuiti che non alle recensioni e ai giudizi personali, la stessa possibilità del “commento” non è proprio amatissima.
    Il blogger cinefilo sulla rete internazionale generalmente viene davvero ascoltato e tenuto in considerazione nel momento in cui diviene “un male necessario”, ossia ha grandi numeri, ancor meglio se “insider”.

    Quanto al dialogo col pubblico… basta raggiungerlo.
    E sicuramente iniziative come la vostra, al di là del prioritario piacere personale nell’incontrarsi, confrontarsi e condividere le proprie passioni, aumenta le possibilità di aprirsi all’esterno.

    Alla prossima!
    MM
    CN

  14. calaminta said,

    Aspetto il filmato, dove ovviamente sei stato ripreso anche tu, veeero? Così darò un volto alle tue parole 🙂

  15. Erica said,

    Applausi per Carlo!
    La Carpenter

  16. dottorcarlo said,

    Di nuovo grazie a tutti per i complimenti.

    @Marco Michele: un ringraziamento particolare per avermi risposto, in maniera più che competente.

    @Calaminta: mi sa di no… Ma mi trovi su facebook, così magari anche io potrò vedere te.

    @Erica Carpenter: è un onore speciale trovarla ospite commentante qua! E i suoi applausi mi riempiono di orgoglio.

  17. calaminta said,

    Face che? Sono allergica a quei siti 😛
    Fa niente!

  18. Panzallaria said,

    bellissimo il resoconto anche per chi, come me, non ha potuto partecipare.
    a mio avviso – in generale – la blogsfera sta incidendo sulla cultura in tutti i campi e per lo meno tanto della vecchia fuffa da marketing ha lasciato il posto alla qualità dei contenuti (del prodotto).

    Ora – almeno nell’ambito della comunità blogger – esiste un sistema di “certificazione” del prodotto che si basa sul consenso espresso da chi ha gusti simili ai nostri o da coloro a cui noi diamo rispetto e autorevolezza perché ne condividiamo il pensiero.

    secondo me questa è una rivoluzione molto positiva in un mondo molto negativo che speriamo cominci a incidere proprio su questo mondo in maniera propositiva…

    grazie doc!
    panz

  19. Ed said,

    Ho lasciato un commento da Calaminta riferendomi a te che parlavi di Omega Man..ora che vedo il tuo blog per la prima volta, capisco 😉
    Ciao.

  20. la coniglia said,

    Come la bloggosfera stia sconfinando è super comprensibile dalle tue parole 🙂

    P.S.
    La guida di chichen itza ci ha spiegato che non è vero che veniva ucciso il giocatore più bravo della pelota in quanto più meritevole di esser offerto agli dei. Queste sono considerazioni fatte dagli spagnoli che interpretarono molto male ciò che videro nei muri…Non so se per gli atzechi fosse così (non credo comunque) ma per i maya sicuramente questo non avveniva. Il bassorilievo che lo fa credere in realtà è la rappresentazione della saggezza che fuoriesce dal corpo di un uomo sotto forma di sette serpenti che spuntano da un collo senza testa…
    La guida ci ha spiegato che gli spagnoli poi hanno distrutto completamente molte civiltà e tutte le loro biblioteche e culture(pensa alle meraviglie che c’erano a città del messico…) e che quindi obbligò i preti spagnoli a riscrivere la storia delle popolazioni precolombiane e da qui nascono molti errori storici come quello del giocatore più bravo della pelota che viene ucciso…La guida mi ha spiegato molte altre cose, se ti interessano sono pronta a dirtele 🙂
    (la mia cultura sulle civiltà precolombiane proviene soprattutto da il libro l’Atzeco di Jennings, che riprende molti luoghi comuni ma racconta anche cose interessanti…)

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