[•Rec] (e un po’ Cloverfield) (e anche Blair Witch Project, va’)

aprile 11, 2008 at 10:58 am (Cinema, recensioni)

Quando nel 1999 (nel 2000 in Italia) uscì The Blair Witch Project rimasi piuttosto deluso.
Tutto qui?, dissi, Dov’è che si deve avere paura? e il coinvolgimento?
Solo negli ultimi 10 minuti, quando i protagonisti entrano nella casa, e paura nei 2-3 minuti finali.
Per il resto, che palle. Troppa confusione, e soprattutto troppa roba che non si vede o che si vede per troppo poco tempo (e nella maniera sbagliata). Le stesse più o meno implicite teorizzazioni sullo statuto dello sguardo, sulla realtà filtrata dal mezzo televisivo/cinematografico, sulla necessità di essere ripresi per esistere, risultano inflazionate e poco calzanti, specie per il modo in cui vengono espresse.
Viene tutto puntato sul sonoro, mi dissero, su quel piano è avanti, devi vederlo in originale. Non ne ho ancora avuto modo (e voglia). (Ma intanto ne approfitto per infilare/lanciare uno strale contro: 1) il doppiaggio dei film in presa diretta; 2) il doppiaggio fatto male; 3) il doppiaggio.)

Cloverfield sembra puntare alto, volendo abbinare questa modalità di ripresa (in soggettiva, documentaristica) al film catastrofico, dove più si vede (in termini di distruzione), meglio è.
Il risultato non è male, coinvolge il giusto, diverte.
Ma forse la disparità tra intenti (teorici) (leggi anche: wannabe) e risultato (concreto) è un po’ troppo vistosa. Seppure trovi interessante l’alternarsi dei frammenti di un precedente filmato laddove poi è stato sovrascritto il video della catastrofe.

[•Rec] mira più basso, e riesce meglio nell’intento di mettere paura. Non molta, e non sofisticata (ossia lentamente preparata e pervasa d’inquietudine), ma 3 o 4 passaggi sono a effetto.

Nonostante a volte l’eccessiva confusione in scena risulti irritante.
Nonostante la conduttrice televisiva protagonista sia assolutamente odiosa (stavolta ho visto il film direttamente in lingua originale, e la tipa ha toni e modi che vorresti fosse la prima a tacere per sempre). [Nota: questa è ovviamente una valutazione soggettiva]
Nonostante la motivazione che viene fornita alla fine per l’epidemia di zombosi idrofoba sia ridicola, anche per il modo in cui viene fuori.
Nonostante la parte delle interviste risulti inutile e noiosa e certe scene raggiungano una ironia involontaria (come quella in cui tutti gli zombi, sulla tromba delle scale inquadrata dall’alto, si voltano verso la telecamera/macchina da presa uno per uno velocemente ringhiando, quasi si trattasse di un musical).

Ecco, nonostante tutte queste riserve (ed è anche che stamattina sono un po’ cattivo), il film alla fine funziona abbastanza, mette onestamente quel po’ di strizza.

In attesa ansiosa di vedere l’ultimo Romero, Diary of the Dead, che avanti com’è mi dicono abbia saputo commistionare bene l’elemento teorico e quello concreto, andando anche oltre.
(Film ovviamente proiettato in vari festival europei e americani, uscito nelle sale UK un mese fa e programmato in quasi tutto il resto del mondo cosiddetto civilizzato… tranne che in Italia.)

2 commenti

  1. Erica Z. said,

    Piuttosto daccordo su questo Rec. Lo vidi al Nightmare Film Fest e diciamo che mi piaciucchiò, pur con tutti i lampanti difetti. Questi tre film che citi io li ho messi nella mia personale categoria “Nausea da traghetto” perchè al cinema c’è sempre qualcuno nella fila dietro o due posti di fianco al tuo che sta per sboccare…Ora basta però, con sta telecamera a spalla che fa tanto “amatoriale”! A parte Romero ovviamente…lui può. Lui non si è ancora rincoglionito. Domenica vota “Romero”!

    P.S.:Su Juno già sai (e un giorno tutti voi vi sveglierete e mi darete ragione, boccaloni!)

    un bacio
    Erica Z.

  2. dottorcarlo said,

    In effetti su Juno è che non mi voglio impegnare, lo prendo così e basta, senza dargli troppa importanza.
    Se no potrebbe benissimo avere ragione lui: http://ammaccabanane.splinder.com/post/16686078#comment, e vedo che già lo hai scovato.

    Se poi un Manu mi dimostra incontrovertibilmente che è un film socialmente dannoso, sai che non sono un veltroniano…

    è sempre un piacere vederti da queste parti.

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