Shoot’Em Up

aprile 27, 2008 at 10:04 am (Cinema, recensioni)

L’andazzo s’intuisce dalle tre inquadrature iniziali: dettaglio degli occhi, allargamento e frontale in primo piano di un uomo che tira fuori una carota e se la sgranocchia, ancora allargamento in campo totale dal taglio diagonale in cui lo vediamo seduto su una panchina e una donna incinta entra da sinistra correndo e lamentandosi.

Il gesto della carota tornerà per tutto l’arco del film. In cui le carote verranno estratte, oltre che dal nulla, anche da piante/coltivazioni tenute in casa e quindi immediatamente addentate (oltre a venire usate per gli scopi più disparati, comprese uccisioni splatter e meccanismi per fissare grilletti di armi da fuoco).
E non potrà ovviamente mancare la frase “what’s up, doc?” [che spero in italiano sia stata resa nella maniera giusta, con il celebre “cosa c’è, amico”].

Questo per suggerire la cifra di un film che s’intitola come un genere di videogioco (lo “sparatutto” – e le scene durante i titoli di coda sono realizzate secondo questa ispirazione).
Sicché ci si dovrebbe divertire, anche perché il prodotto è confezionato bene, girato in maniera abbastanza chiara e ordinata.

E invece ci si infastidisce, non troppo ma quanto basta: dagli scollegamenti tra le scene e tra i cambi di ambienti, e dalla eccezionalità e gratuità eccessive di certe esagerazioni che più che un omaggio, o una ispirazione o una ripresa di determinato cinema hongkonghese (John Woo) o tarantiniano ne sembrano la parodia, e realizzare una parodia di trovate e stilemi che nascono già semiparodici, diventare il parossismo di un parossismo, squalifica la resa dell’operazione, la momentanea sospensione dell’incredulità che di là sfociava in una emozione o un sorriso qua troppo spesso determina un breve grugnito di sbuffo.

Bugs Bunny diventa Grattachecca e Fichetto, ma la commistione non viene fatta funzionare.

Mamma mia; che puttanata.

3 commenti

  1. MademoiselleAnne said,

    Una robaccia, non fa neanche ridere:/

  2. tapenoon said,

    Lorenzo Bianchini: so che ha girato un paio di cortrometraggi horror. Uno nei sotterranei del Malignani, un istituto di scuola superiore di Udine. Se ne sente parlare, ma non ho mai visto i due corti. In realtà il genere non mi appassiona. Tapenoon

  3. Ire said,

    :))) che commento :))) già avevo sentito dire che era così, ora me lo confermi. Lorenzo Bianchini non lo conosco, ma non sono appassionata di horror.

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