Iron Man

maggio 17, 2008 at 3:06 pm (Cinema, recensioni)

Tra i tanti fumetti Marvel che leggevo anni fa, Iron Man non aveva mai trovato spazio.
Non mi ricordo neanche come ne venni a conoscenza; e insomma di certo Tony Stark mi lasciava del tutto indifferente.

Temevo, inoltre, un’altra puttanata come i Fantastici 4.
Tuttavia, il gran parlare che invece ne è nato mi ha infine convinto.

Non è che cominci bene.
L’inventore play-boy miliardario Tony Stark viene rapito in Afghanistan da un contingente militare indipendente, il cui capo assetato del classico ma mai inflazionato potere di conquista vuole che gli ricostruisca tutto per sé l’ultimo missile potentissimo che ha da poco realizzato.
Lo mette a lavorare in una grotta, e passi, può rientrare nella momentanea sospensione dell’incredulità del genere fumetto supereroistico.
Ma sta grotta e il suo lavoro sono sorvegliati giorno e notte da una serie di videocamere a circuito chiuso, e possibile che nessuno si accorga che questo si sta fabbricando un’armatura con i controcazzi piuttosto che un missile?
Qua in sostanza la sceneggiatura fa acqua, risultando tanto meno credibile la situazione quanto anche vi si aggiunga il contesto per l’appunto realistico dell’Afghanistan attuale: questi elementi tanto contrastanti squalificano la resa e aumentano l’attrito situazionale, conducendo il tutto, secondo me, a una carenza sul piano estetico.

Epperò.
Il film dopo decolla, lasciandosi alle spalle questa situazione forse troppo pretenziosa e imbarazzante, e puntando su altro.
Nello specifico, su un cast eccezionale e in gran forma (Downey Jr., va bene, ma anche Bridges e la Paltrow, caspita, raramente così intrigante – e figa; evviva le mediotrentenni!), su una ironia leggera (e non banalotta e idiota come nei Fantastici 4), su effetti strabilianti nelle scene in cui Stark ídea e progetta.

Per il resto, non c’è da chiedere tanto di più.
Un elemento interessante è costituito dal taglio strutturale prettamente fumettistico della trama e della narrazione, che appunto ricalca alla perfezione, secondo me, le modalità di una storia a fumetti per un target medioadolescenziale non deficiente.

Sicché al film si perdonano anche disattenzioni alla tirar via, come il fatto che all’inizio Stark è in una limo (se non ricordo male), mentre nella scena di raccordo temporale oltre la metà del film sale in una specie di scatoletta corazzata.
Per il motivo che coinvolge, cavolo, intrattiene divertendo e in modo non stupido.
E tornando a casa in motorino tentavo di accendere i getti di energia dalle mani per alzarmi su e schizzare via.

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1 commento

  1. il mauri said,

    grande!

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