Edo Bertoglio, Downtown 81 (1981-2000)

giugno 19, 2008 at 2:48 pm (biografilm festival 2008, Cinema, recensioni)

Bertoglio ha girato questo film nel 1981, ma poi per problemi finanziari e varie vicissitudini esso venne abbandonato / andò dimenticato, fino a che Glenn O’Brien e Maripol non decisero di recuperarlo e restaurarlo, agendo soprattutto sui dialoghi, che si erano nel frattempo completamente perduti.
Vennero quindi richiamati i vari protagonisti (per lo meno quelli viventi) e si fece loro ridoppiare le battute.
In questo, molta dell’immediatezza di quella che suppongo essere stata una presa diretta originaria va ovviamente perduta, ma ciononostante il risultato del lavoro mi è parso più che buono.

Il film segue le immaginarie vicissitudini di Jean-Michel Basquiat, appena dimesso dall’ospedale per un intervento alla milza, nella New York d’inizio anni 80.
Questa re-visione fantastica di un evento in altro modo reale (Basquiat subì davvero l’intervento a 8 anni, ma qui al risveglio ne ha 21) fornisce la cifra dell’intera operazione, insieme alle dichiarazioni della voce over allo scorrere dei titoli iniziali: il film avrà il realismo dei sogni, sarà composto da materiale onirico.

Cosicché, ecco che Basquiat diventa una sorta di guida che ci fa vedere scorci di strade, quartieri e graffiti, ci porta dentro i club più interessanti, ci fa incontrare alcuni tra i musicisti che costituivano l’accompagnamento di tutto quell’inquieto e fremente periodo culturale.
La macchina da presa lo asseconda, docile e non appariscente ma neanche banale, riservandosi spunti (oniricamente) straniati durante i dialoghi, quando gli interlocutori vengono inquadrati in primo/primissimo piano frontale (quasi grandangolato?) dopo uno stacco repentino anche se si trovano vicinissimi a Basquiat.
Anche il montaggio appare piuttosto coinvolgente, sostenuto da un buon ritmo.

Un altro film senza dubbio affascinante e ben fatto, che purtroppo non ho potuto affiancare a Face Addict, cui idealmente si lega, per sopravvenuto scombussolamento dato dalla visione di The Fall di Peter Whitehead, su cui tornerò.

3 commenti

  1. L. said,

    Ho segnato il titolo di qualche film che ora sono curiosa di vedere.
    Grazie per il frammento di Inviti superflui nella colonna a destra, da tempo non rileggevo quel racconto.

  2. dottorcarlo said,

    Ma prego, un racconto bellissimo e che per me significa tanto.
    La breve e limitata rassegna sul Biografilm manca ancora di qualche titolo.

  3. L. said,

    Anche per me ha un grande significato. Peccato che fra letture per lavoro, per aggiornamento e gli impegni di vario tipo i libri più cari a volte finiscano in un angolino in attesa che qualcosa li riporti all’attenzione.
    È la prima volta che capito su questo blog, in attesa di leggere gli altri titoli della rassegna avrò molto da guardare…

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