Gianni Di Gregorio, Pranzo di Ferragosto (2008)

ottobre 10, 2008 at 10:48 am (Cinema, recensioni)

Un piccolo gioiellino; delicato e levigato.

Un paio di professionisti, già sull’anziano, non possono badare alle rispettive madri e zie nella giornata/serata del 14 agosto, così si rivolgono a Giovanni, che in qualche modo è in debito con entrambi, e che già si occupa a tempo pressoché pieno della sua vecchia genitrice.
Il suo piccolo appartamento si troverà quindi quietamente invaso da queste vecchiette, ognuna con le sue fisime e i suoi capricci.

Il tono è leggero e i modi gentili, come quelli dell’abnegato ma non servile Giovanni, che sembra celare un evento doloroso nel suo passato, e beve vino senza soste.
Ma il pudore e l’educazione, come quelli che ci vorrebbero con le persone dell’età delle vecchiette, semplicemente accennano, o svelano senza morbose insistenze, pieni di ritegno e privi di stucchevolezze.

Così, il portamento e i modi della madre di Giovanni rivelano un’ascendenza o un passato quasi aristocratici, o per lo meno alto-borghesi, che stridono con l’ambiente e la realtà in cui lei e il figlio vivono ora; senza bisogno di spiegazioni, basta un brevissimo riferimento a un trascorso rovescio per renderci certi che la scelta di quella attrice non professionista non è stata affatto casuale.

E forse è questa la chiave del film, la cifra secondo cui è costruito.

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