Marc Forster, Quantum of Solace (2008)

novembre 20, 2008 at 3:03 pm (Cinema, recensioni)

Un film assolutamente imbarazzante.

A partire dalla storia, che appare difficilmente comprensibile (e in alcuni passaggi non lo è per nulla, quando si ricollega direttamente al Bond di due anni fa), ma la cui difficoltà appare in sostanza fine a se stessa, visto che cela una lineare inconsistenza di fondo.

Potrebbe essere una scusa, godiamoci un bel po’ d’azione e divertiamoci. Macché.
A parte che oramai, se non hanno qualcosa in più, o forse meglio: se hanno qualcosa in meno, film del genere hanno anche rotto, qua questo qualcosa in meno si trova nell’estrema ripetitività della struttura narrativa e, su un altro versante, in una insipienza registica che sembra derivare anche da una tensione a tirare via.
Così, ecco montaggi alternati assolutamente inutili e in quanto tali fastidiosi (la scena del Palio: un location o setting placement?); una certa confusione nelle scene d’azione stesse, che, come insegnano i manuali, nasconde incapacità; eccessi gratuiti perfino per Bond (apre il paracadute a 5 metri da terra e non si fa una sega).

Si sente allora maggiormente la mancanza di qualsiasi bondata classica, dall’ironia ai trucchetti tecnologici, che se non sbaglio erano stati già sacrificati in nome della riscrittura del personaggio operata in Casino Royale.

Ma quello era un signor film, caspita, mentre questo è veramente un buco nell’acqua.
I suoi pochi spunti si sperdono nel marasma inconcludente.
Restano solo Daniel Craig e due supergnocche; decisamente troppo poco, quasi nulla.

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Salviamo il Pratello/2

novembre 11, 2008 at 12:03 am (merdate, politica)

Oggi un bel gruppo di persone, circa un centinaio, tra cui innanzitutto i gestori dei locali ma anche clienti degli stessi e alcuni residenti del Pratello, si sono ritrovati a Palazzo d’Accursio, dove una sessantina di loro è entrata educatamente (con tanto di tessera “visitatore” rilasciata all’ingresso) nella sala del Consiglio comunale, per protestare contro l’atto di forza dell’odioso.
È stata una protesta civile, c’è stato all’inizio qualche coro, ma poi un confronto dialogato con alcuni consiglieri (il ceffo ovviamente era assente).

Non ho avuto modo di prendere appunti, per cui per non rischiare di dire cavolate non scenderò in dettagli.
Ciò che tuttavia vorrei sottolineare, al di là di quanto si è detto qua tra post e commenti, è il fatto che con questa bella ordinanza un bel numero di persone resterà senza lavoro, e questo mi ha tutta l’aria di essere un abuso, oltre che una ingiustizia.

Per di più, questa chiusura, come del resto la storia recentissima di Bologna dovrebbe insegnare, per far dormire sonni tranquilli a qualche anziano (fuori e dentro), causerebbe molto probabilmente la morte di una zona storica della città, con la possibile sopraggiunta di degrado (quello vero, di spacciatori, e non di gente allegra che si diverte).
Per tentare di sedare qualche piccolo problema, se ne creerebbero di peggiori, da tutti i punti di vista.

Il comportamento dell’inqualificabile ha insomma davvero passato il segno, tanto che pure la vicesindaco Scaramuzzino, che da un anno e mezzo cercava di far dialogare e confrontare le parti (gestori e residenti infastiditi) ha manifestato insofferenza, e una buona parte della Giunta è contro di lui.

(Nota significativa e rivelatrice: un deputato del Pdl ha dichiarato: "Stupisce anzi preoccupa l'idea di apertura ai giovani che traspare dalle dichiarazioni della signora Scaramuzzino". A-lé, Bologna sempre più vecchia e sempre più chiusa in "privilegi" provinciali. Come anche traspariva dalla puntata che Report dedicò a questa città un po' di tempo addietro, che sia un'avvisaglia e insieme un paradigma di quanto sta avvenendo in Italia?)

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Salviamo il Pratello

novembre 9, 2008 at 2:33 pm (merdate, segnalazioni)

Sulle malefatte di Cofferati si è (e ho) già scritto (su tutti il grande Valerio Evangelisti, che se non ricordo male lo ha definito il peggiore sindaco che Bologna abbia mai avuto), ma a lui ancora non bastava e si è sentito in dovere di ribadire la sua profonda antipatia verso i bolognesi ancora aperti e giovani, fuori e dentro; avvalendosi dei poteri conferiti alla sua carica da un simpatico leghista (sic!) con un cognome che qua a Bologna indica anche quella parte dei genitali maschili che si è abbondantemente gonfiata per merito dei due suddetti ceffi.

Per cui.
Domani lunedì 10 novembre alle ore 14 appuntamento all’angolo via del Pratello/via Pietralata per poi recarsi alla seduta del Consiglio comunale che si terrà alle ore 15 a Palazzo D’Accursio per discutere della delirante ordinanza del nostro primo cittadino, che stabilisce la chiusura alle ore 22 di ben 5 bar di via del Pratello. Si stanno inoltre raccogliendo firme ai fini di una petizione, perciò si porti la carta d’identità.

Intorno al Pratello si sono formati gruppi musicali di livello nazionale, e che ancora spaccano.
Sulla storia, la miticità e l’imprescindibilità del Pratello sono stati scritti libri e girati film.
Questo caporale di Genova ci vuole davvero prendere tutto, anche a chi bolognese lo è di adozione (dopo 15 anni mi ci sento, che di Bologna ho cercato di fare mie le caratteristiche secondo me migliori).

E dunque i bolognesi partecipino e spargano la voce.
[Grazie a Suz per avermi girato la segnalazione.]

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Stralci di vita vissuta/xx

novembre 3, 2008 at 4:07 pm (Squallidume, vita vissuta)

Sono al bancone di un bar vicino casa. Si avvicina una vecchietta con in mano un giornale, e dice rivolgendosi al barista:
Secondo te chi vince in America? Secondo me vince Obama.

Il barista risponde:
Ah, sicuro; sicuro. Però non si può mai dire.
Ma del resto, se di qua ha rivinto Berlusconi, di là potrà anche vincere quel nero. Ormai non c’è più religione.

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Sull’osservare

novembre 3, 2008 at 12:17 pm (citazioni, letture)

Dicono che quando si diventa vecchi, come lo sono io, il corpo si fa più lento. Io non ci credo. No, per me è completamente sbagliato. Io sono convinta che non siamo noi a farci più lenti, ma la vita a farsi più lenta per noi. Mi capisci? Tutto diventa languido, per così dire, e allora si notano tante e tante cose, quando tutto si muove lentamente. Quante cose si vedono! Quante cose straordinarie avvengono intorno a te, cose che non avevi mai nemmeno sospettato! È un’avventura incantevole, proprio incantevole!

(Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi, Milano, 1990)

Ho tratto la pratica di riportare pezzi di libri che mi hanno colpito in maniera particolare da lei, che tiene un bel blog dedicato principalmente alle sue letture, con le osservazioni interessanti di un animo sensibile.

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