Un grande anno di film/2

gennaio 11, 2009 at 6:46 pm (Cinema, considerazioni)

La seconda decina di filmoni usciti nelle sale italiane nel 2008 fa volentieri a meno di qualsivoglia gerarchizzazione classificatoria.

Ci sono alcune sorprese e alcune omissioni. Devo ancora metabolizzare, per esempio, Rachel sta per sposarsi, il classico film che mi necessita di una seconda visione, che tuttavia non ho ancora avuto tempo di fare.
Altri film non li ho ancora visti. Per cui considererò questa rassegna come dinamica, e lo stesso la precedente: in attesa di aggiustate una volta che avrò veramente completato l’annata.

Via.

Changeling: in questo gruppo e non nell’altro per i suoi primi 40 minuti, un didascalismo eccessivo (anche per Eastwood), Angelina Jolie che fa le mossette, Angelina Jolie. Tutto il resto è Eastwood.

Tutta la vita davanti: divertente e amaro, ottima direzione degli attori, ma forse l’amarezza è troppo grottesca, per i miei gusti riguardo alla commedia italiana.

Non pensarci: Mastandrea strepitoso, ben organizzato utilizzo degli elementi metaforici, ma non riesco ad abdicare dal pensiero che certa leggerezza diminuisca il peso specifico dei film per intero.

La zona: questo in effetti avrebbe meritato di stare nella prima decina; non l’ho messo perché forse un po’ acerbo?

Hellboy II: anche questo sfiora i primi di un soffio; insieme all’impronta favolistica deltoriana, la sovrabbondanza e la pienezza sono il suo pregio, ma purtroppo sembrano andare a scapito degli eventi, relativamente poveri.

La classe: c’è maestria nello stile e nella direzione degli attori; ciononostante la storia e la struttura narrativa appaiono troppo rigide nella loro consuetudine.

Stella: piccolo e dolcissimo.

Walk hard: geniale, con qualche lungaggine che non sempre regge. (Ho visto la versione non tagliata.)

Persepolis: ricchissimo nella sua semplicità (quasi una metafora a livello strutturale di parecchio linguaggio fumettistico), la quale tuttavia a volte eccede; sul lato etico-politico, un po’ sbilanciato dalla parte della ricca borghesia iraniana.

Lussuria: girato magistralmente, impeccabile nella cura dei dettagli di sguardi e accenni di emozioni; la lunghezza è necessaria, ma un po’ autocompiaciuta. (In generale, non posso esimermi dal linkare lui, che manca molto.)

Resta fuori Tropa de elite, in quanto avrebbe richiesto maggiori concentrazione e approfondimento sulle contraddizioni (Ong benefica che per esistere non può fare a meno della malavita), magari a scapito delle pure ottime scene di azione guerrigliesche.
E non ho avuto il coraggio di inserire La guerra di Charlie Wilson, perché mi rendo conto che nella valutazione sono troppo condizionato dalla fascinazione che in me hanno le tematiche storico-politiche (senza didascalismi).

Rimarrebbero da menzionare le delusioni (non le cagate tout court in quanto tendo a evitarle).

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1 commento

  1. Iorek said,

    A me Charlie Wilson’s war ha divertito parecchio. Fosse stato messo un po’ piu’ in chiave surreale (il trionfo dell’underdog, per capirci, piu’ di quanto gia’ non fosse) sarebbe stato splendido.

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