A proposito dello “sciopero” del 14 luglio [post aggiornato rispetto a quello sul tlog]

luglio 4, 2009 at 11:00 am (considerazioni, Impegno, riflessioni) (, , )

Qua c’è un punto di vista sul fatto se la cosiddetta legge bavaglio interesserà anche i blogger.
E qua Elvira Berlingieri presenta numerosi dubbi sulla famigerata rettifica.

Onestamente, non mi sono ancora fatto una opinione sul modo scelto per manifestare il dissenso, se quello proposto da Gilioli sia o meno il migliore. Di un parere simile al mio sono anche Sergio Maistrello e Dario Salvelli.
Tuttavia, essendo cittadino prima che blogger, o tlogger (e ci mancherebbe che ritenessi il contrario), non posso che approvare quello che dice Mfisk, lo stesore del primo post che ho linkato:

Con tutto ciò, lo ripeto esplicitandolo, non voglio assolutamente dire che la legge sulle intercettazioni sia buona o anche solo esprimere un giudizio di neutralità sulla medesima: e anzi esprimo la più piena contrarietà rispetto ai contenuti del DDL, sia sulla parte prettamente procedurale, che limita l’utilizzo delle intercettazioni per l’individuazione di reati e dei relativi colpevoli, sia su quella che limita fortemente il diritto di cronaca.

E similmente apprezzo le parole del citato Maistrello:

Dietro al tentativo generoso di Alessandro Gilioli e Guido Scorza vedo però in queste ore – lo dico usando le parole di Giuseppe Granieri – «il germe della società civile che in qualche modo può esserci e deve provare ad esserci».

Pertanto, concordo nel dissentire e valuterò in questi giorni il modo migliore per farlo.

Rimango comunque attento e aperto, qualora mi rendessi conto (mi venisse dimostrato) che l’essere contrari al decreto equivarrebbe all’appoggiare una chiamiamola lobby dei giornalisti e che questa cosa, a sua volta, inciderebbe negativamente sulla libertà di informazione.
Che poi un pluralismo *autentico* in effetti manchi, come a mio avviso dimostrano (indirettamente) i pezzi segnalati qua a proposito della situazione iraniana, penso costituisca un altro ordine di problemi: ma probabilmente tralasciarne uno non significherebbe concentrarsi sull’altro: piuttosto, dovrebbero essere due questioni da affrontare parallelamente.
Ma, ripeto, è una opinione passibilissima di ripensamenti.

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6 commenti

  1. mfisk said,

    Grazie per la segnalazione e per il link all’articolo di Elvira, molto più documentato e analitico del mio.
    Concordo anche nel definire “generoso” lo sforzo di Gilioli e Scorza: mi sembra anzi una definizione che onora la loro volontà di spendersi anche se, sempre a mio parere, sarebbe stato molto più mirato concentrare il tiro sulla libertà di stampa piuttosto che sulla libertà di espressione.

  2. cerotto blu « lo scorfano said,

    […] con i più importanti link sull’argomento (quelli decisivi, secondo me), lo trovate qui, dal dottor Carlo. Che anche lui sta cercando un modo per manifestare il suo dissenso. Il mio, lo ripeto, è quello […]

  3. dottorcarlo said,

    Mfisk, intendi dire che si sarebbe dovuto puntare maggiormente sulla coscienza civile, su cui abbiamo dichiarato di fare leva (tra gli altri) noi due, lo Scorfano e anche Mau, e tralasciare il tentativo di coinvolgere le persone in quanto blogger, ciò che magari potrebbe apparire un po’ paraculo (e controproducente)?

    Forse non avresti tutti i torti, visto anche che alcuni giornalisti (o pubblicisti) (non tutti, certo) a volte non fanno molti sforzi per accattivarsi le simpatie dei blogger, mentre altri, probabilmente (e nel campo cinematografico ce ne sono numerosi esempi), non possiedono la preparazione di chi giornalista o pubblicista non è (la qual cosa potrebbe generare astio e invidia).

  4. mfisk said,

    E’ proprio così.
    Guarda, nel mio blog ho spesso scritto male dei giornalisti per le sciocchezze che scrivono e più spesso scopiazzano da wikipedia o da altri giornali che hanno copiato da wikipedia.
    Cionostante sono convinto che il ruolo della stampa sia fondamentale in una democrazia; e se mi indigno è solo perché vorrei fosse svolto meglio.
    Quanto al mestiere del giornalista, una assidua e intima frequentazione con una rappresentante della categoria mi fa comprendere che il problema non è tanto del singolo giornalista, ma di tutta un’organizzazione del lavoro volta al risparmio e alla dequalificazione professionale.
    Sono quindi lontanissimo dal pensare che la stampa possa essere soppiantata da blog, social network e compagnia cantante; e ogni volta che una testata chiude mi dispiaccio, seriamente.

    Appellarsi ai blogger paventando sanzioni anche nei loro confronti lo trovo un gesto opportunista e profondamente diseducativo: opportunista perché mira a raccogliere un consenso arteficioso; ma soprattutto diseducativo perché mette sullo stesso piano due cose (la libertà d’espressione e quella di stampa) che sono profondamente diverse).
    La stampa professionale ha accesso a fonti d’informazione e ha metodi di approfondimento che una rete amatoriale anche centinaia di volte maggiore per dimensioni non potrà mai avere: e svolge un compito fondamentale per consentire all’opinione pubblica l’esercizio dei diritti democratici:
    Di ciò sarebbe il caso che tutti ce ne rendessimo conto, apertamente: sarebbe il caso che aderissimo, come dice .mau. nel post che ha dato ispirazione al mio successivo approfondimento, in quanto cittadini e non in quanto blogger.

  5. gap said,

    Trovo giusta qualsiasi forma di protesta verso un tentativo di limitazione della libertà d’informazione in genere. Sul Venerdì di oggi c’è un ampio articolo su ciò che non avremmo saputo mai se non ci fosse stata la possibilità di intercettare. Rimando al sito de L’antefatto, http://www.antefatto.it/leggebavaglio, per segnalare l’intervento dell’avv.sa Malavenda e dell’ex giudice Tinti sulle conseguenze anche patrimoniali per giornali e giornalisti. Togliere spazio all’informazione è togliere spazio anche alla controinformazione e, quindi, anche ai blogger.
    Non mi porrei il problema se è giusta la forma o meno, troppo spesso si è rimasti schiavi del dilemma e non si è protestato abbastanza. L’attenzione va mantenuta alta e quindi questo non è che il primo passo. Altrte forme di lotta si potranno trovare e sperimentare in seguito.

  6. dottorcarlo said,

    Mfisk, grazie per il chiarimento e il giusto distinguo.
    Credo di avere risposto alle tue osservazioni con il post di ieri. Ribadisco, qua, che non voglio (ottimisticamente?) credere alla ruffianeria di alcuni giornalisti, e in ogni caso sento di essermi espresso per la libertà di stampa.

    Gap, grazie anche a te, e per la segnalazione.

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