Sam Raimi, Drag Me to Hell (2009)

settembre 16, 2009 at 1:38 pm (Cinema, recensioni) (, )

Questo film riconcilia con Sam Raimi dopo le pantomime di Tobey Maguire in Spider-Man 3.

Ci sono molti elementi degli horror classici nonché dell’horror classico (i cui alone e atmosfera vengono forse omaggiati nelle belle illustrazioni/incisioni dei titoli di apertura), e si assiste a una sorta di sublimazione dello stile (si può dire “poetica”?) di Raimi.
Il regista è qui indubitabilmente al suo meglio, dal momento che riesce a temperare alla perfezione la paura e lo humour, centrando la resa della prima e dosando sobriamente il secondo.

Nonostante il tappeto musicale, quasi tutte le volte, faccia capire benissimo che qualcosa di brutto accadrà (e anche l’istante preciso, in cui accadrà), e nonostante le altre volte lo spavento si possa intuire con una certa sicurezza conoscendo un minimo le regole del genere, il colpo va sempre a segno, l’emozione e il balzo sono assicurati.
(E secondo me l’acume di Raimi sta anche nel non esagerare con i rilanci immediatamente successivi, e quasi si resta favorevolmente stupiti quando evita i sovraccarichi che probabilmente avrebbe utilizzato un regista meno abile.)

Anche sul versante umoristico sono assenti eccessi e caciaronate, benché guizzi qua e là l’impronta burlesca e fanfarona.
E non mancano strizzate d’occhio a certo impegno metaforico, con il comportamento della protagonista verso la vecchia zingara e, più sottilmente (ma senza che questi divengano temi trainanti), con l’allusione al reale valore di una moneta del 1929.

Drag Me to Hell, in sostanza, non può non riavvicinare alla sala, e va assolutamente goduto al cinema.

2 commenti

  1. CST said,

    Mi meraviglia come ognuno degli spettatori che hanno visto questa pellicola abbia interpretato sempre in maniera diversa i diversi spunti di riflessione presenti.

    Grande film, comunque.

    CST

  2. dottorcarlo said,

    Ho letto la tua recensione, ma non capisco cosa intendi quando parli di diversa interpretazione dei diversi spunti di riflessione. (E quali spunti, poi?)

    Non sono inoltre d’accordo con quelli che indichi come punti deboli, ma questo penso sia un altro discorso.

    Ciao, grazie di essere passato.

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