Salviamo il Pratello/2

novembre 11, 2008 at 12:03 am (merdate, politica)

Oggi un bel gruppo di persone, circa un centinaio, tra cui innanzitutto i gestori dei locali ma anche clienti degli stessi e alcuni residenti del Pratello, si sono ritrovati a Palazzo d’Accursio, dove una sessantina di loro è entrata educatamente (con tanto di tessera “visitatore” rilasciata all’ingresso) nella sala del Consiglio comunale, per protestare contro l’atto di forza dell’odioso.
È stata una protesta civile, c’è stato all’inizio qualche coro, ma poi un confronto dialogato con alcuni consiglieri (il ceffo ovviamente era assente).

Non ho avuto modo di prendere appunti, per cui per non rischiare di dire cavolate non scenderò in dettagli.
Ciò che tuttavia vorrei sottolineare, al di là di quanto si è detto qua tra post e commenti, è il fatto che con questa bella ordinanza un bel numero di persone resterà senza lavoro, e questo mi ha tutta l’aria di essere un abuso, oltre che una ingiustizia.

Per di più, questa chiusura, come del resto la storia recentissima di Bologna dovrebbe insegnare, per far dormire sonni tranquilli a qualche anziano (fuori e dentro), causerebbe molto probabilmente la morte di una zona storica della città, con la possibile sopraggiunta di degrado (quello vero, di spacciatori, e non di gente allegra che si diverte).
Per tentare di sedare qualche piccolo problema, se ne creerebbero di peggiori, da tutti i punti di vista.

Il comportamento dell’inqualificabile ha insomma davvero passato il segno, tanto che pure la vicesindaco Scaramuzzino, che da un anno e mezzo cercava di far dialogare e confrontare le parti (gestori e residenti infastiditi) ha manifestato insofferenza, e una buona parte della Giunta è contro di lui.

(Nota significativa e rivelatrice: un deputato del Pdl ha dichiarato: "Stupisce anzi preoccupa l'idea di apertura ai giovani che traspare dalle dichiarazioni della signora Scaramuzzino". A-lé, Bologna sempre più vecchia e sempre più chiusa in "privilegi" provinciali. Come anche traspariva dalla puntata che Report dedicò a questa città un po' di tempo addietro, che sia un'avvisaglia e insieme un paradigma di quanto sta avvenendo in Italia?)

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Cofferati non più sindaco

ottobre 16, 2008 at 10:21 pm (considerazioni, personaggi, politica)

Qualche giorno fa come tutte le mattine ascoltavo Città del Capo. La notizia del giorno era che Cofferati aveva deciso di non ricandidarsi come sindaco di Bologna. Tutta la prima parte del programma “Angolo B” (dalle 8 e mezza alle 9 e mezza) è stata dedicata a questa storia, con interventi telefonici di politici, esperti del settore e ascoltatori vari, i quali potevano partecipare anche con sms, come usa in pressoché tutti i programmi di questa radio.

Il registro sembrava piuttosto stupito per la scelta di Cofferati; probabilmente era nel taglio della trasmissione (peraltro comprensibile), sicché poco spazio è stato concesso ai miei due interventi via sms, in cui notavo che in fondo c’era poco da essere sorpresi, visto che fino dall’inizio si diceva (o “vociferava”, a seconda dei punti di vista) che per lui il passaggio da Bologna non avrebbe costituito altro che una palestra per palcoscenici più in vista e, secondo le logiche correnti, più significativi.

Inaspettato, più che altro, è stato il voltafaccia, che Cofferati ha fatto cadere a sei mesi dalle elezioni e dopo che già aveva assicurato che si sarebbe ripresentato. Tanto che da una parte si potrebbe sospettare che effettivamente i “motivi familiari” (come si scriveva nel libretto delle giustificazioni quando si faceva seghino a scuola in quinta) siano non dico reali (perché non lo dubito) bensì sinceri.
Mentre d’altra parte oramai si scrollano le spalle alle scelte del PD.

Poi tuttavia compare la notizia segnalata qua, della sua eventuale candidatura alle europee.
Che per una volta esigenze e desideri si siano incontrati?
(Tacendo ovviamente delle manfrine mediatiche e politiche.)
Continuo (e probabilmente continuerei) in ogni caso a nutrire seri dubbi e poche illusioni.

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Tempo di muoversi

gennaio 28, 2008 at 5:06 pm (Impegno, politica, Sociale)

Gli ultimi avvenimenti occorsi hanno dimostrato una volta di più la pochezza e lo squallore della nostra classe politica.

Mi rifiuto di continuare a essere rappresentato da persone di tale fatta, secondo i presupposti della ricerca del prestigio e del potere personali piuttosto che del bene comune, obbedendo a un (mal)celato culto dell’individualità piuttosto che della totalità.

Difetti probabilmente atavici e ostinatamente e tenacemente perpetuati continuano a creare circoli viziosi, multicentrici, che occorre cominciare a spezzare.

Secondo la mia opinione, bisogna agire su due versanti.

Il primo, generale, è quello della moralità e della coscienza di ciascuno, perché è inutile rinnovare se i principi strutturanti, che stanno a monte o nel profondo a seconda dei modi di esprimersi, rimangono i medesimi.

Il secondo è quello politico e sociale, e qua vorremmo ora tentare di muoverci, sensibilizzare, proporre.
Anche solo per farci sentire, utilizzando questo strumento del blog che potenzialmente rappresenta il massimo della democraticità.
(E ovviamente l’iniziativa è aperta anche a chi un blog non lo ha.)

Per questo, segnalo intanto il posto da dove tutto quanto è nato.
Quindi fornisco l’indirizzo ufficiale per questa iniziativa, dove chiedere, informarvi ulteriormente e soprattutto partecipare: blogaction@gmail.com.
Da ultimo, ma più importante, questo è il neonato blog(action) dove trovare più informazioni e confrontarsi apertamente. Partecipatevi!

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